No account yet?
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
  • default color
  • green color
  • red color

Home Analisi & Mercati Analisi Tecnica Previsioni sul forex del 2010.
Previsioni sul forex del 2010. PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 2
ScarsoOttimo 
Scritto da Redazione ForexItalia   
Lunedì 18 Gennaio 2010 09:32

Ad incidere sui rapporti di cambio tra le valute saranno nel 2010 sia i tassi di interesse, sia lo stato di salute delle finanze pubbliche di alcuni Paesi dell'area euro. Il caso della Grecia potrebbe essere il primo e l'ultimo di un campanello dall'allarme per una eurozona che ha bisogno da un lato di ritirare le misure di stimolo all'economia, e dall'altro di non soffocare troppo la crescita che lentamente sta affiorando dopo un 2009 da dimenticare.

In tale contesto, il dollaro contro l'euro appare destinato a trascorrere un primo semestre 2010 caratterizzato da una debolezza che poi dovrebbe in tutto o in parte rientrare nella seconda parte dell’anno con l'innalzamento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Al riguardo, infatti, UniCredit Research stima una prima parte del 2010 all'insegna dell'indebolimento per il biglietto verde con l'euro/dollaro, che appare destinato a riportarsi sopra la quota di 1,50 sfruttando anche il miglioramento dello stato delle finanze pubbliche di alcuni Paesi dell'eurozona.

L'andamento al rallentatore della crescita economica a stelle e strisce dovrebbe così indurre la Federal Reserve a temporeggiare fino al terzo trimestre 2010 prima di innalzare i tassi di interesse, mentre la Banca Centrale europea, anche se ci sono analisti ed economisti pronti a scommettere su una manovra restrittiva entro l'anno, per UniCredit Research non toccherà i tassi prima della prima parte del 2011 in quanto si limiterà, gradualmente, a ritirare la liquidità dal mercato immessa anche per fronteggiare i rischi di un "credit crunch".

Il 2010, in vista di una ripresa dell'economia su scala globale, accompagnata, così come di norma avviene, da un rialzo dei prezzi delle materie prime, dovrebbe avvantaggiare sia le monete nordiche, sia quelle del Pacifico; al riguardo, infatti, UniCredit Research vede ben posizionate valute come la corona norvegese, il dollaro australiano, la corona norvegese ed il dollaro neozelandese.

Per quanto riguarda invece le valute più scambiate, oltre alle aspettative sopra descritte su euro e dollaro, UniCredit Research ha una view negativa sia sul franco svizzero, sia sullo yen, mentre mantiene un approccio positivo sulla sterlina. Sul fronte strettamente macroeconomico, la ripresa nell'area euro è attesa moderata, al punto che, come detto, la Bce con ogni probabilità continuerà a mantenere il tasso di riferimento ancorato al livello dell'1% ancora almeno per altri dodici mesi.

Globalmente, pur tuttavia, UniCredit Research vede scarsi segnali di crescita endogena visto che in Europa il miglioramento del quadro macro rispetto ai mesi scorsi è dettato principalmente dall'andamento delle esportazioni e dalle misure di sostegno. Sul fronte valutario, inoltre, occorrerà tener conto del fatto che i rendimenti dei titoli governativi potrebbero salire in concomitanza la moderata ripresa del ciclo che, secondo UniCredit Research, può far crescere l'appetito per il rischio con conseguenti pressioni dal lato dell’offerta.

 

Copyright ForexItalia. Tutti i diritti riservati.

 
9264 Registrati
0 Oggi
64 Questa settimana
114 Questo mese
Ultimo: Nnttlfuz

Chi e' Online?

 201 visitatori e 2 utenti online

Pillole di Trading

Candlestick in breve

Annunci Google