| Il franco svizzero del Forex. |
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| Scritto da Redazione ForexItalia | |||
| Martedì 29 Dicembre 2009 08:00 | |||
Chi opera sul mercato forex, ed oltre a seguire i cross su valute guida come l’euro, lo yen e/o il dollaro, volesse aprire anche posizioni sui cross legati al franco svizzero, deve tenere in debita considerazione un fattore cruciale. La SNB, Banca Nazionale Svizzera, tutto vuole tranne che il franco si apprezzi nei confronti delle principali valute, a partire proprio dall'euro; in tal senso, la politica della SNB è sia "strategica", sia finalizzata ad accompagnare la ripresa economica in un Paese dove, nonostante il settore bancario sia l'asse portante, la crisi finanziaria c'è stata ma non agli stessi livelli di Paesi come gli Stati Uniti, il Giappone o il Regno Unito. Quella adottata dalla Banca Nazionale Svizzera è per certi versi una vera e propria battaglia, combattuta sia con le decisioni di politica monetaria, sia con annunci e dichiarazioni al fine di evitare un ulteriore deterioramento dello scenario macroeconomico. L'orientamento della SNB in materia di costo del denaro è non a caso molto "accomodante", visto che circa tre settimane fa ha lasciato fermi i tassi di interesse, al punto che gli economisti scommettono oramai sul fatto che il costo del denaro possa rimanere ancorato sui livelli attuali almeno fino a tutta la prima metà del 2010. D'altronde, la SNB da un lato rileva come l'industria finanziaria nel Paese si stia rimettendo in moto, e dall'altro come ci siano ancora dei rischi residui di deflazione visto che per il prossimo anno si stima una crescita dei prezzi dello 0,5%, ed una ulteriore salita allo 0,9% nel 2011, ovverosia comunque su livelli tali che non appare necessario stringere troppo presto i cordoni del credito. Ne consegue che l'operatività forex, specie per le posizioni "long", risulta essere fortemente condizionata per il franco svizzero dal gioco a carte scoperte della SNB, la quale, quasi a smentirsi, ma probabilmente solo per dovere istituzionale, ha nello stesso tempo sottolineato come chiaramente la politica monetaria "accomodante", sfrutto di un orientamento espansionistico ad oltranza, rischi comunque nel medio e lungo periodo di mettere in pericolo la stabilità dei prezzi. Ma questo scenario nel breve periodo non appare realizzabile, e quel che più interessano sono gli scambi commerciali che, per una ripresa robusta dell'economia, devono mantenersi alti. D'altronde, la Svizzera è il Paese della finanza in Europa, ma non ci sono solo banche; ci sono anche interessi da tutelare di colossi ed altre aziende più piccole che operano nei settori del turismo, dell'alimentare e farmaceutico, ragion per cui questi forti interessi difficilmente faranno cambiare l'attuale orientamento alla Banca Nazionale elvetica. D’altronde per il 2010 le previsioni di crescita, rilasciate dal Governo svizzero, parlano di un prodotto interno lordo in crescita, ma solo dello 0,7%, mentre nel 2011 il +2% stimato di crescita PIL potrebbe invece innescare tensioni sui prezzi e possibili interventi restrittivi della SBN.
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