| Scattano le nuove sanzioni per le false compensazioni fiscali. |
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| Scritto da Redazione ForexItalia | |||
| Venerdì 23 Ottobre 2009 09:54 | |||
Per i privati e le imprese la pratica fraudolenta di pagare debiti fiscali portando in compensazione crediti fiscali inesistenti, in futuro costerà molto ma molto caro; quella della lotta alle compensazioni indebite è infatti diventata per l'Amministrazione finanziaria un'attività a "maglie strette" nell'ambito delle azioni di accertamento ed emersione di irregolarità. Dall'1 gennaio 2010, così come previsto dal Decreto anticrisi, le sanzioni per uso illecito della compensazione dei crediti saranno più aspre, ed inoltre scatta una procedura di prenotazione dell'importo da portare in compensazione nel caso in cui questo, su base annua, superi una determinata soglia. Ad esempio, per portare in compensazione un credito IVA, dal prossimo anno il contribuente dovrà prima presentare la dichiarazione annuale, e poi fruire del credito andando a saldare con il meccanismo della compensazione i debiti fiscali. In questo modo, si evita quanto accaduto nel passato, visto che molti soggetti si sono avvalsi del meccanismo della compensazione di crediti fiscali, fittizi ed inesistenti, alla stregua di un bancomat ma con il conto rigorosamente in rosso. Le sanzioni in caso di compensazione indebita sono così elevate che chi vuole saldare le imposte con un credito inesistente ci penserà più di una volta; ad esempio, per crediti IVA sopra i 50 mila euro portati in compensazione, la sanzione è pari al 200% dell'importo indebitamente compensato. In passato, senza la "prenotazione" del credito da portare in compensazione, i furbi hanno avuto vita facile al punto che molto spesso hanno portato in compensazione, in un determinato anno di imposta, crediti IVA inesistenti addirittura senza aver presentato per quell'anno la dichiarazione IVA. Di recente l'Amministrazione finanziaria, grazie a controlli a tappeto, ha scovato un giro di crediti inesistenti portati in compensazione in scia alla creazione di società fittizie e fatture emesse per servizi mai resi ed operazioni mai effettuate; ma sono stati smascherati anche ultra ottantenni "travestiti" da finti manager che hanno guidato aziende, per uno o due anni, poi improvvisamente agli occhi del Fisco scomparse nel nulla. Per rafforzare l’efficacia nell’azione di contrasto alle compensazioni indebite, l’Agenzia delle Entrate ha non a caso istituito una “task force” impegnata solo ed esclusivamente in tale ambito; questo perché, tra l’altro, da tempo l’Amministrazione finanziaria rileva come in alcune Province italiane i crediti sull’imposta sul valore aggiunto portati in compensazione siano palesemente sproporzionati rispetto alla media nazionale. Le aziende più “esperte” nel fare
in modo da portare in compensazione crediti inesistenti, sarebbero in
particolare quelle operanti nel settore delle pulizie, le imprese edili e le
società facchinaggio che. a quanto pare, ricorrono a sistemi alquanto
“sofisticati” per frodare il Fisco tra cui quello relativo alla creazione di
un’azienda-fantoccio. Copyright ForexItalia. Tutti i diritti riservati.
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