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Home Le Rubriche L'intervista Come uscire dalla crisi economica e finanziaria?
Come uscire dalla crisi economica e finanziaria? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione ForexItalia   
Lunedì 16 Febbraio 2009 10:21

Se si discute di trading e di finanza non possiamo esimerci dal far riferimento alla forte crisi che sta scuotendo l’intero settore e che si profila addirittura peggiore di quella del 1929.

Il 2009? Un altro anno difficile e pieno di incognite. Una via per uscirne? Rigore, trasparenza, ritorno alla semplicità e visione strategica.

Gabriele Cacciamani, partner di Anemon Finance e membro della Direzione Commerciale dell’Azienda ipotizza un ritorno alla coerenza e all’equilibrio di pensiero per l’intero settore finanziario nazionale e non solo, come viatico per agevolare l’uscita dal tunnel. “Oggi sempre di più è necessario avere un quadro preciso dei problemi e delle soluzioni e parlando dell’attuale crisi si ascoltano sempre di più affermazioni demagogiche e approssimative che hanno molto di sconcertante. Quasi costruito ad hoc per attrarre consenso politico o, peggio, per ingenerare paura ed ansie nel mercato come se fosse la moda del momento richiamare spettri malvagi portatori di immense sciagure”.


PUO’ APPROFONDIRE QUESTA SUA VISIONE?. Intendo dire che esiste un eccessivo ricorso ai luoghi comuni più insipidi per tentare di fornire un’analisi della crisi e dove questa ci potrebbe portare. Secondo questo tipo di approccio la colpa dovrebbe ricadere solo ed esclusivamente su Banchieri, Finanzieri d’assalto, Derivati e speculazione…


INTENDE DIRE CHE NON SONO QUESTE LE VERE CAUSE DELLA CRISI? A mio avviso ci saranno stati dei concorsi di colpa anche di questi player di mercato, ma sicuramente vi è stata una eccessiva generalizzazione. Oggi l’imputato numero uno sembra essere la speculazione. Essa non è un male di per se ed è addirittura essenziale per far girare l’intera economia in particolare le coperture a termine e garantire i settori produttivi dalle repentine oscillazioni dei prezzi di valute e materie prime... che comprometterebbero gli scambi internazionali.


A SUO AVVISO, ALLORA, DOV’E’ IL PROBLEMA? Le mie sono considerazioni di chi vive il mercato in prima persona e si relaziona con una molteplicità di attori, tutti diversi, del mercato finanziario, italiano e non solo italiano. A mio modo di vedere, il problema non risiederebbe nella speculazione ma nelle regole e nella loro vigilanza. La crescita della Finanza ha consentito lo sviluppo dei paesi emergenti e grazie a questo, oltre 1 miliardo di persone sono uscite dallo stato di povertà. Non è stato il libero mercato a fallire ma la sua interpretazione come luogo di eccessivo libertinismo e dove al “pesce grande” viene consentito di fare tutto! A mio avviso, altresì, servono regole chiare un sistema efficiente di controlli e punizioni efficaci. In particolare nel nostro settore valutario italiano.


CI ILLUSTRI BREVEMENTE COME DOVREBBE APPROCCIARSI UN INTERMEDIARIO IN CAMBI DEL NOSTRO PAESE NEL CORSO DEL 2009: In linea con la personale visione che ritengo di avere nel mercato attuale posso affermare che sarebbe utile focalizzarsi su una forte tensione etica, sulla normativa di settore, pragmatismo, capacità di fare, capacità di stimolare la collaborazione. Appaiono come cose banali ma vi assicuro che non lo saranno. Sono ingredienti necessari in uno scenario che richiederà scelte difficili, condivisione di sacrifici e armonizzazione. I veri campioni saranno coloro che sapranno unire. I veri manager vincenti saranno coloro che sapranno generare sinergie in grado di generare valore nel tempo e tra settori contigui.
 

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