| Intervento straordinario del Fondo Monetario Internazionale. |
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| Scritto da Redazione ForexItalia | |
| Martedì 11 Maggio 2010 07:44 | |
750 miliardi di euro per soffocare sul nascere una nuova crisi sistemica, di dimensioni e di portata probabilmente ancor più devastante rispetto a quella dalla quale le economie mature stanno cercando di uscire lentamente ed a differenti velocità. A tanto ammontano infatti le risorse che l'Europa, con l'intervento straordinario del Fondo Monetario Internazionale, ha messo sul piatto per tarpare le ali a tutti coloro che con massicce speculazioni hanno giocato al ribasso sui mercati valutari e su quelli azionari ed obbligazionari facendo altresì impennare gli spread dei titoli di Stato dei Paesi dell'Eurozona. 750 miliardi rappresentano per l'euro quella rete di protezione grazie alla quale adesso i Paesi europei, a partire da Portogallo e Spagna, non escludendo l'Italia, dovranno ora con determinazione e senza indugi avviare una politica di risanamento e di contenimento della spesa al fine di rientrare nei limiti di un Patto di Stabilità che a questo punto non potrà che essere oggetto di una revisione. Nel frattempo, la Banca centrale europea ha reso noto che si porrà in acquisto di titoli di Stato emessi dai Paesi dell'Eurozona, sui mercati secondari, per fare in modo che cessi la speculazione che ha fatto crollare i prezzi e fatto innalzare i rendimenti ben oltre quell'1% del tasso di riferimento imposto dalla stessa Bce e mantenuto tale oramai da diversi mesi. Il piano d'emergenza contro la crisi valutaria, e per la salvaguardia della stabilità dell'Eurozona segna comunque per certi versi la sconfitta delle politiche attuate negli ultimi due anni dai Paesi dell'Eurozona visto che sono state salvate molte banche, ed è stata iniettata nel sistema tanta liquidità che poi con il ritiro, seppur lento, delle misure di stimolo, ha portato all'innesco di una nuova fase di crisi alimentata in primis dalle disastrate finanze pubbliche della Grecia. In ogni caso, se 750 miliardi sull'euro sembrano sufficienti per contrastare nel breve periodo la volatilità, la speculazione e le scommesse sul rischio Paese, nel medio e nel lungo termine è certo che l'Europa dell'euro non sarà più come prima visto che è stata aperta una ferita che, dopo che si sarà rimarginata, dovrà portare a radicali e drastici cambiamenti. L’Eurozona infatti dovrà non solo darsi nuove regole, ma anche un maggior potere nei confronti dei singoli Stati membri in materia di sostenibilità delle finanze pubbliche e controllo della spesa per evitare quanto accaduto con la Grecia. Questo perché, come s'è visto in questi ultimi mesi, i Paesi dell'Eurozona che rispetto agli altri hanno i conti a posto, perseguono più l'interesse interno che obiettivi comuni all'interno di una moneta comune; altrimenti per i mercati, davanti alla mancanza di compattezza tra i vari leader dei Paesi del Vecchio Continente, sarà facile nell'incertezza mettere sotto pressione l'euro e/o i bond degli Stati che rispetto agli altri, Germania in primis, rappresentano l'anello debole della catena.
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