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Home Analisi & Mercati Analisi Tecnica Euro sempre debole nonostante il piano salva-Grecia.
Euro sempre debole nonostante il piano salva-Grecia. PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione ForexItalia   
Martedì 04 Maggio 2010 08:17

Nonostante il salvataggio della Grecia con un piano di aiuti finanziari senza precedenti, l'euro contro il dollaro sui mercati valutari è rimasto nelle ultime ore in trading range tra 1,31 e 1,32, ovverosia in prossimità dei minimi degli ultimi dodici mesi, mostrando debolezza piuttosto che quei segnali di forza che magari a prima vista i trader si attendevano e speravano.

Le risorse messe sul piatto dai Paesi dell'Eurozona e dal Fondo Monetario Internazionale ammontano a ben 110 miliardi di euro, e serviranno alla Grecia, da qui e fino al prossimo anno, per ripagare da un lato il debito pubblico in scadenza, e dall'altro per implementare un piano di risanamento che andrà a colpire pesantemente i redditi e lo stile di vita dei cittadini della Grecia.

Basti pensare che una delle misure "lacrime e sangue" previste è quella relativa al blocco degli stipendi e delle pensioni per ben tre anni unitamente a tanti altri sacrifici "promessi" dal primo ministro ellenico Papandreou, e costituiti da una vera e propria contropartita presentata all’Fmi ed ai Paesi Ue per poter accedere ai prestiti che salvano la Grecia da una bancarotta che in Europa avrebbe avuto probabilmente effetti ancor più devastanti, forse dieci volte tanto, rispetto a quella della Lehman Brothers negli Stati Uniti.

Sull'euro, pur tuttavia, i compratori si muovono circospetti visto che la Grecia, dopo aver palesemente "occultato" conti e indebitamento reale con operazioni di ingegneria finanziaria, adesso deve riconquistarsi non solo la fiducia dei Paesi dell'Eurozona e dell'FMI, implementando il piano di risanamento, ma anche quella degli investitori istituzionali che solo pochi giorni fa erano disposti ad acquistare titoli di Stato ellenici solo a fronte di rendimenti a due cifre.

E se i rischi più gravi per la stabilità dell'euro e per la finanza nel Vecchio Continente per ora possono ritenersi scongiurati, per il breve termine gli altri Paesi dell'Eurozona, a partire dal Portogallo e dalla Spagna, ma a ruota anche l'Italia, devono imparare presto la lezione ed avviare rapidamente il piano di rientro dal deficit verso i target imposti dal Patto di stabilità. Solo in questo modo l'euro sembra infatti destinato a tornare ad essere quella valuta che alla fine dello scorso mese di novembre contro il dollaro registrava un cross sopra la quota di 1,51.

Anche l'Italia farà la sua parte nella concessione dei prestiti alla Grecia, ponendosi tra l'altro come un Paese che è riuscito a tenersi fuori da ogni situazione negativa "contagiosa" dopo la crisi della Grecia, nonostante l'elevato debito pubblico. Questo perché rispetto al passato si tiene maggiormente conto dei livelli di indebitamento privato, che in Italia è molto basso, ma anche della politica di rigore sui conti adottata dal Ministro Tremonti che, evitando campagne di stimolo all'economia interna costose, ha tenuto la barra dritta agli occhi del mercato e delle Agenzie di rating che, invece, hanno già declassato i rating, oltre che della Grecia, anche di Spagna e Portogallo.

 

 

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