| Nuove prospettive per lo yuan cinese. |
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| Scritto da Redazione ForexItalia | |||
| Lunedì 19 Aprile 2010 09:04 | |||
In futuro la moneta cinese, lo yuan, sarà soggetta ad un sistema di cambi flessibili, ma il tutto continuerà ad essere regolato dal Governo della Cina. E' questo, in estrema sintesi, quanto affermato da Hu Jintao, presidente cinese, durante il vertice a Brasilia dei quattro Paesi del Bric, ovverosia Russia, Cina, India e Brasile, i quali tra l'altro hanno rivendicato il diritto di contare di più visto che oramai i quattro Paesi rappresentano a livello mondiale oltre il 15% del prodotto interno lordo a fronte del 40% dell'intera popolazione mondiale. E dopo le manifestazioni di fiducia e di ottimismo dell'America in merito ad una prossima rivalutazione dello yuan, anche il nostro Ministro degli esteri, Franco Frattini, in concomitanza con la presentazione dell'Expo Shanghai 2010, ha sottolineato di augurarsi che la potenza asiatica prenda in seria considerazione la possibilità di rivalutare gradualmente la propria moneta. In ogni caso, è molto difficile che la Cina in tempi brevi possa cambiare registro, o che comunque adotti soluzioni e sistemi di cambi flessibili tali da intaccare il proprio export. Non a caso nei giorni scorsi Yao Jian, portavoce del ministero del Commercio cinese, ha sottolineato come il mantenimento dello yuan stabile contribuisca non solo a sostenere le ingenti esportazioni, ma anche a tenere a freno i flussi di capitali speculativi. Ed in merito alle "pressioni" degli Stati Uniti, anche il portavoce del ministero del Commercio ha colto l'occasione per ribadire come gli USA non debbano pensare o fare affidamento su una revisione della politica valutaria della Cina per poter risolvere i loro problemi economici interni. Nel frattempo, quelle che sullo yuan, in merito ad una sua rivalutazione, sono al momento solo delle voci, hanno comunque contribuito ad innescare la speculazione sul forex, ed in particolare sullo yen che in scia a tale ipotesi ha fatto registrare nei giorni scorsi un rafforzamento sulle principali valute, a partire dall'euro che intanto resta confinato oramai da un mese tra 1,33 ed 1,36 contro il biglietto verde a causa principalmente della crisi greca. Intanto proprio in Cina la crisi che aveva spinto il prodotto interno lordo sotto la crescita a due cifre appare superata da un bel pezzo; nel primo trimestre di quest'anno, infatti, il prodotto interno lordo del gigante asiatico è cresciuto al ritmo dell'11,9% a fronte di una produzione industriale che nel primo quarto 2010 ha sfiorato il 20% di rialzo. Il tutto a fronte però di un indice dei prezzi al consumo, in ascesa del 2,2%, che rischia comunque di far surriscaldare il ciclo economico cinese oltre le aspettative. Ed è probabilmente in virtù del dato sull'inflazione che la Cina si è detta disposta ad una fluttuazione dello yuan che potrebbe però scontentare tutte le economie mature, a partire dagli Stati Uniti, e che rischia di non ripristinare quell'equilibrio negli scambi commerciali che gli Usa rivendicano oramai da parecchi mesi.
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