| L'Europa fra i problemi della Grecia e lo swap default. |
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| Scritto da Redazione ForexItalia | |
| Giovedì 18 Marzo 2010 09:30 | |
Sono forti le pressioni e le opposizioni di parte di alcuni Paesi dell'area euro in merito ad un intervento diretto, un salvataggio a tutti gli effetti, sulla Grecia. In testa tra gli oppositori c'è la Germania, ma anche l'Olanda sembra remare sullo stesso campo di gara, con la conseguenza che l’ultimissima riunione dei Ministri finanziari dell’area euro s'è sostanzialmente chiusa con un nulla di fatto. Anzi, è stata probabilmente posta la parola fine alla messa a punto di aiuti finanziari diretti alla Grecia, la quale da un lato non li reclama ufficialmente, ma dall'altro le farebbero chiaramente molto ma molto comodo. Nel breve termine, stando alle stime formulate dagli economisti e non solo, alla Grecia servono 25 miliardi di euro circa; sono risorse fondamentali e necessarie per poter portare avanti il piano di risanamento e di austerità sul quale si gioca anche il futuro dell'euro, e che prevede un abbattimento del deficit di almeno quattro punti percentuali all'anno. Che il piano di rientro dal deficit sia lacrime e sangue lo dimostra la situazione interna in Grecia, con i cittadini che non vogliono di certo passare un triennio stringendo la cinghia senza tra l’altro la certezza di riuscire ad evitare che a nave affondi. Per il Paese ellenico potrebbero di conseguenza arrivare prestiti bilaterali e/o garantiti, mentre un aiuto finanziario diretto viene fortemente temuto dalle nazioni più in salute e con i conti pubblici apposto dell'eurozona, con in testa la Germania ma solo perché già da tempo al riguardo è uscita allo scoperto. Ma per il breve termine un altro tema caldo, un argomento scottante da trattare è quello relativo ai "credit default swaps", ovverosia i cosiddetti Cds che nascono come strumento di copertura sui titoli pubblici, ma che molto spesso vengono utilizzati come strumento puramente speculativo; trattandosi di un derivato tutto questo è possibile al fine di mettere sotto pressione gli Stati in difficoltà e costringerli, tra l'altro, a pagare di più per rifinanziare il proprio debito. E così il trio Sarkozy-Merkel-Juncker nei giorni scorsi ha inviato una lettera alla Commissione europea chiedendo sia un'indagine sull'utilizzo di questi ed altri strumenti derivati, sia un vero e proprio giro di vite che porti alla messa al bando di questi "surrogati" della finanza. Ma il giro di vite coinvolge anche gli hedge fund che, di norma, sono i primi a fare incetta di strumenti a leva aprendo posizioni massicce al rialzo o al ribasso su strumenti finanziari di ogni tipo, e scommettendo sulle disgrazie o sui successi altrui; non a caso, secondo quanto ha rivelato il Financial Times, nelle ultime emissioni di Bond la Grecia ha estromesso proprio i fondi speculativi dall'accesso al mercato primario. Quella attuata dal Paese ellenico non è di certo una mossa che segue i principi del libero mercato, ma che non sottrarre la Grecia alle sue responsabilità d'aver raggiunto una condizione di deficit tale che si sta sfiorando il punto di non ritorno.
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