No account yet?
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
  • default color
  • green color
  • red color

Home Analisi & Mercati Analisi Tecnica L'altalena del cross euro/dollaro.
L'altalena del cross euro/dollaro. PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 2
ScarsoOttimo 
Scritto da Redazione ForexItalia   
Lunedì 08 Febbraio 2010 09:04

Il recentissimo movimento al ribasso, rapido ma anche prevedibile, del cross euro/dollaro, dopo aver rotto la soglia psicologica di 1,40, ha riportato il rapporto tra la moneta unica ed il biglietto verde sui minimi dello scorso mese di maggio, ovverosia sotto la quota di 1,37. Fino all'inizio dello scorso mese di dicembre, invece, il cross euro/dollaro aveva fatto registrare un ampio e fruttuoso movimento ascendente partito nell'aprile 2009, in area 1,29, fino ad arrivare oltre la quota di 1,51.

A livello grafico, e non solo, la situazione appare però ora alquanto compromessa, ed il ritorno sopra quota 1,40 potrebbe anche non essere tale da poter essere riacciuffato nel breve termine per diverse ragioni. Al ribasso, infatti, tornando sotto quota 1,30 l'euro/dollaro andrebbe a correggere tutta la sezione di rialzo avviata nel periodo sopra indicato per poi andare probabilmente a testare il forte supporto orizzontale posizionato in area 1,255, e segnato nel marzo del 2009.

Si tratterebbe nel caso di un'ampia correzione frutto di scenari negativi che non è detto che si verifichino, ma che non si possono escludere a priori. A tenere banco, infatti, è la questione dei deficit di bilancio dei Paesi dell'area euro. Dopo aver messo a punto misure per salvare le banche, ed il sistema finanziario, e per sorreggere l'attività economica, Paesi come la Grecia, la Spagna ed il Portogallo sembrano infatti avere ora le armi decisamente spuntate; la situazione più critica è chiaramente quella della Grecia, con il Paese che è non solo sotto gli occhi vigili dell'UE e delle Agenzie di rating, ma dovrà anche implementare da subito un austero e rigoroso piano di risanamento che dovrà essere portato aventi senza indugi e senza tentennamenti visto che il deficit in appena un paio d'anni dovrà passare da oltre il 12% a solo il 3%.

Non a caso, quello della Grecia è stato definito un piano di risanamento "lacrime e sangue", ma il rischio è quello che si inneschi un effetto domino che, tra l'altro, andrebbe a comportare una maggior spesa per interessi agli Stati membri riguardo alle nuove emissioni di titoli di Stato. Negli ultimi giorni, infatti, i differenziali dei titoli di Stato, compresi anche quelli italiani, si sono vistosamente allargati rispetto al Bund tedesco; e questo anche in scia alle pressioni al ribasso sull'euro/dollaro.

E se il Portogallo promette di riportare il deficit al 3%, ovverosia sui valori richiesti dal Patto di Stabilità, entro l’anno 2013, la Spagna punta a fare altrettanto, sempre nell’arco di un paio d’anno, ma nello stesso tempo si è lamentata, per voce del premier Zapatero, della speculazione innescatasi in queste ultimi giorni visto che il Governo spagnolo ha ribadito che il Paese ha dei fondamentali solidi.

Ma è probabile che le dichiarazioni rassicuranti non basteranno per sfuggire ad un mercato che, sia sull'azionario, sia sul forex, rischia di essere altamente volatile e ad alta tensione per diverse settimane.

 

 

Copyright ForexItalia. Tutti i diritti riservati.

 
9264 Registrati
0 Oggi
64 Questa settimana
114 Questo mese
Ultimo: Nnttlfuz

Chi e' Online?

 200 visitatori e 2 utenti online

Pillole di Trading

Candlestick in breve

Annunci Google