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Tassi in ribasso, borse Giapponesi in rialzo. PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione ForexItalia   
Venerdì 31 Ottobre 2008 08:07
crisi
soluzioni per la crisi

Secondo le precedenti previsioni la FED ha deciso il taglio dei tassi d'interesse e del tasso di sconto per gli Stati Uniti. Questa manovra a detta degli esperti è stata necessaria per allentare la pressione fiscale e fronteggiare la lenta crescita economica dello stato infatti in America i tassi di interesse sono tornati all'1%.

Questo dopo che la Federal Reserve ha tagliato di 50 punti base il tasso di riferimento sui Fed Fund, portandolo dall'1,5% all'1%; tale mossa, ampiamente attesa e scontata in parte dai mercati finanziari, è stata accompagnata come di consueto anche dal taglio del tasso di sconto, che in America scende allo stesso modo di 50 punti base, dall’1,75% all’1,25%.

La Federal Reserve ha giustificato tale manovra in base al rallentamento sensibile della crescita economica per effetto del forte calo dei consumi privati; in questo modo, tra l'altro, il sistema bancario può trarne dei grossi vantaggi affinché il mercato del credito, ed in particolare quello interbancario, torni a funzionare correttamente. A questo punto la banca centrale americana non ha più cartucce a disposizione in materia di riduzione di tassi di interesse.

E' infatti difficile pensare che il costo del denaro possa nel breve termine scendere sotto il livello dell'1%; trattasi di valori che non si vedevano dal 2003, quando la Federal Reserve era intervenuta riducendo ai minimi termini i tassi sia per risollevare l'economia USA dopo l'attacco alle Torri Gemelle, sia per riportare la fiducia sul mercato azionario dopo tutta una serie clamorosa di scandali finanziari.

La Fed, con tali interventi, stima che in futuro il paese possa tornare a registrare una moderata crescita economica; nel frattempo però, le attese per il breve termine sono quelle di una contrazione del prodotto interno lordo americano; in più, continua comunque a regnare lo scetticismo e la diffidenza sia sull'andamento degli utili societari, sia sul reale stato di salute delle banche.


In Giappone, intanto, la Banca centrale (BOJ) è intervenuta sul mercato valutario con iniezioni di liquidità per una cifra attorno ai 15 miliardi di euro; l'obiettivo è quello di far rientrare il panico che sta assalendo gli investitori nipponici; lo dimostra l'andamento dell'indice Nikkei, che alterna crolli record a rialzi scoppiettanti passando da quota 7000 a quota 9000 nell’arco di poche sedute.

Il Giappone nel breve termine è inoltre costretto a fare i conti con la forza dello yen, che sta contribuendo a penalizzare fortemente le esportazioni; non a caso, nel terzo trimestre del 2008 la produzione industriale nel Paese del Sol Levante ha fatto registrare una contrazione dell'1,2%.

Le attese per la BOJ sono intanto quelle di una riduzione dei tassi d'interesse, già a livelli molto bassi: la Banca centrale potrebbe infatti tagliarli dallo 0,5% allo 0,25% per inviare segnali positivi al mercato e per rafforzare il sistema finanziario. Tale mossa è stata tra l'altro già scontata dal mercato, visto che in Giappone il tasso unsecured overnight nelle ultime ore si è attestato allo 0,3%, ovverosia al di sotto del livello di riferimento dello 0,5%.

 

 

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